Liberare il futuro

Percorso di riflessione sul tema della legalità" -15 MAGGIO - Incontro con Associazione “Lo strappo” a conclusione del percorso di riflessione sul tema della legalità

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da Segreteria

del venerdì, 15 maggio 2026

Un momento intenso, forte, quello di questa mattina al teatro Baretti di Mondovì. I ragazzi delle classi terze degli Istituti comprensivi della città hanno incontrato “Lo strappo”.

Le testimonianze, il racconto, le vite in gioco di  FRANCESCO CAJANI, sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Milano, PAOLO SETTI CARRARO, medico, fratello di Emanuela Setti Carraro, vittima innocente delle mafie uccisa da Cosa Nostra il 3 settembre 1982 insieme al marito, il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, ANTONIO TANGO, ex-detenuto, parte del progetto “Il Gruppo della Trasgressione”, CARLO CASOLI, Giornalista Rai, MARISA FIORANI, madre di Marcella Levrano uccisa nel 1990 dalla mafia pugliese, PIERO INVIDIA, porta nelle scuole, con il supporto di LIBERA, il tema della giustizia riparatrice,  ANDREA SPINELLI, primo illustratore giudiziario d’Italia.

Il progetto, un percorso formativo di educazione alla legalità come consapevolezza di saper discernere per scegliere, nell’ambito delle iniziative di sensibilizzazione all’impegno per la legalità promossa dall’Amministrazione comunale della Città di Mondovì, si è sviluppato sui banchi di scuola con i docenti e ha proposto attività educative sulla complessità di un tema che coinvolge vittime, rei, Istituzioni, media e società civile, con i rispettivi punti di vista.  I ragazzi interessati e partecipi hanno posto domande e si sono confrontati con risposte schiette e altrettanto dirette; hanno compreso che muri, omertà e pregiudizio vanno abbattuti affinché il dolore non sia la fine ma l’inizio di una trasformazione civile e sociale, come la mafia possa avere fine nel momento in cui riusciremo a cambiare, in noi, quell’atteggiamento che ci induce a voltarci dall’altra parte quando vediamo qualcosa che non va.

Marcella Levrano lo ha fatto, ha trovato il coraggio di dire no, la sua fragilità è diventata forza, quella stessa forza che oggi  guida sua madre  nelle carceri- ma anche nelle scuole- per fare la sua parte nel costruire un mondo migliore.

L’incontro si conclude con l’invito a cercare il talento, ad essere curiosi, a studiare e ragionare con la propria testa, perché la mafia ha paura…della scuola!